Il Venetian, tempio del gioco di Las Vegas, apre a Macao. Non è un’imitazione cinese ma l’originale casinò che sbarca in Estremo Oriente, nella città “gemellata” con quella statunitense, almeno sul fronte dei tavoli verdi.
Quella del gioco d’azzardo, per l’ex colonia portoghese, è una tradizione di vecchia data, che le è valsa gli appellativi di “Monte Carlo d’Oriente” e “Las Vegas asiatica”. Legalizzato per la prima volta nel 1847, il giro delle scommesse è da sempre una colonna portante dell’economia del Paese. Nel 1961 il governo portoghese offrì alla Sociedade de Turismo e Diversoes de Macau (Stdm) il monopolio del controllo dei tavoli verdi. Il gruppo perse questo privilegio 41 anni dopo, quando, nel 2002, l’amministrazione centrale -cinese dal 1999- mise all’asta tre concessioni, che i magnati del gioco statunitensi non persero tempo ad accaparrarsi. Ed ecco che accanto a una neonata Sociedade de Jogos de Macau (SJM) iniziarono ad operare anche i gruppi Wynn Resorts e Las Vegas Sands.
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